Tra Liguria e Valle Susa, nel sud-ovest alpino del Piemonte, si colloca la Provenza d'Italia. Sono valli di antica civiltà e di secolari tradizioni che affondano le loro radici storiche nei tempi del medioevo cortese. La lingua parlata dalla loro gente è un musicale filo di gentilezza. E in questo ambito geografico ed umano che opera "COUMBOSCURO CENTRE PROUVENCAL", espressione culturale del Movimento Provenzale Coumboscuro. La sua fondazione a Sancto Lucio de Coumboscuro (Valle Grana, Cuneo) oltre trent'anni or sono, sta alle origini della prima riscoperta d'identità provenzale sul versante attraverso una pluralità di iniziative e di interventi etno-culturali (a talvolta anche politici), che ne diffusero il nome oltre i confini regionali in Italia ed all'estero.
Straordinariamente a Coumboscuro i Trovatori ci sono ancora. Sono cantori moderni, giovani che eseguono musica di oggi su modelli antichi di secoli, che cantano un mondo antico, ma ancora leggibile nelle pieghe delle Alpi di Cuneo. Si tratta dei "Troubaires de Coumboscuro', gruppo musicale che propone brani di creazione e di grande suggestione su liriche in provenzale. La loro attività è assai nota, anche grazie alle importanti collaborazioni con personaggi di rilievo nazionale.
E' appunto da queste felici esperienze che è nato "A TOUN SOULEI". I brani contenuti nell'album sono interpretati da artisti di fama come Fabrizio De Andrè, Tazenda, Franco Mussica, (ex PFM), Alan Stivell, Gabriel Yacoub ...
Lo stile dei "Trobaires" può essere definito come miscela variopinta, densa di suoni etnici accoppiati a sofisticate timbriche moderne. La strumentazione rispecchia questa caratteristica. Fisarmoniche, flauti, violini ... accostati a sequenser, batterie, chitarre elettriche….
La voce femminile di Clara, fresca e purissima, crea immagini suggestive rese ancora più inafferrabili dall'uso della lingua provenzale, idioma flessibile ed assai "musicale". I testi, di Sergio Aineodo, sono liriche che dipingono la realtà con sensibile animo poetico che passa da delicati momenti interiori a coloriti accenti di denuncia. E’ assai indicativo il commento del critico A. Carissoni " .. ascoltarli significa tuffarsi in un mondo tatto di freschezza e di gentilezza, di velata allegria, di malinconia e di dignità.